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Appuntamento il prossimo 23 febbraio con un approfondimento sulla Customer Experience quale elemento differenziante e obiettivo finale della digital transformation del business aziendale.

Il calendario istituzionale AUSED di quest’anno ha l’ambizione di essere un “…caleidoscopio 4.0” con un elenco di eventi focalizzati su tutto ciò che ruota intorno all’Impresa 4.0. Sono stati fissati ben otto eventi, con cadenza quasi mensile, i cui contenuti e i format saranno declinati nel corso dell’anno in collaborazione con i Soci Sostenitori e con i Soci Ordinari.

logo_ausedIl prossimo evento 2017 è dedicato al CRM e all’Internet of Customer e si svolgerà giovedì 23 febbraio, dalle ore 9:15, presso l’Hotel Hilton di via Galvani 12 a Milano.

Durante l’incontro, AUSED cercherà di rispondere alle seguenti domande: Dove sta andando il CRM? Come i nuovi paradigmi – Cloud, Mobile, Social, Big Data, IoT ed Intelligenza Artificiale – hanno cambiato lo scenario di riferimento? E quali sono le opportunità e le sfide per le aziende?

Quello che è certo è che oggi sempre più aziende riconoscono la Customer Experience quale elemento differenziante e obiettivo finale della digital transformation del proprio business. All’incontro saranno presenti molte aziende leader in settori protagonisti nell’innovazione Internet of Customer come Domotica, Automotive e White Appliance, che presenteranno la propria esperienza e le nuove sfide da affrontare in ambito CRM 4.0: si confronteranno punti di vista diversi, commerciale e CIO.

Salesforce, riconosciuta da Forbes per 6 anni di seguito come azienda più innovativa al mondo, nel corso dei suoi 17 anni di vita ha rivoluzionato e ampliato il CRM, incorporando social, mobile, big data e IoT all’interno della propria piattaforma cloud. Questa azienda presenterà la propria visione sull’Era del Cliente e il vantaggio competitivo sul relazionarsi con il Cliente in un modo completamente nuovo.

Chi volesse maggiori informazioni su questo evento (consultando anche l’agenda della giornata) o iscriversi, può farlo direttamente dal link http://bit.ly/2ltsHFo, oppure contattando la segreteria AUSED scrivendo ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Da SGBox i pericoli di una crescita inarrestabile con le relative problematiche di sicurezza

hacker-networkInternet of Things (IoT), letteralmente “Internet delle cose”, è la definizione adottata da qualche tempo per definire la rete delle apparecchiature e dei dispositivi, diversi da computer e smartphone, connessi a Internet ed equipaggiati con un software che gli permetta di scambiare dati con altri oggetti connessi.

L’oggetto connesso può essere indifferentemente un’automobile con, ad esempio, un sensore che avvisa il guidatore della perdita di pressione di uno pneumatico, un elettrodomestico oppure, più in generale, un qualsiasi oggetto al quale può essere assegnato un indirizzo IP e che ha la capacità di trasferire dei dati attraverso un network.

Secondo Gartner, ad oggi, questi oggetti connessi sono circa 5 miliardi ma diventeranno 25 entro il 2020. Grazie a questa interconnessione si ottiene il vantaggio di fare cose che solo fino a qualche tempo fa risultavano impensabili: è possibile ad esempio controllare il condizionatore, accendere e spegnere le luci di casa, regolare la temperatura del termostato direttamente e semplicemente tramite lo smartphone.

“Come spesso accade, e l’Internet of Things non fa eccezione, esiste il rovescio della medaglia in quanto sta diventando sempre di più un obiettivo stimolante e prioritario per i cyber-criminali”, dichiara Massimo Turchetto, CEO & Founder di SGBox. “Più dispositivi collegati significano più vettori di attacco e di conseguenza maggiori probabilità per noi utenti di diventare bersaglio degli hacker. Se non ci muoveremo rapidamente per affrontare questo crescente problema di sicurezza, saremo presto di fronte ad un inevitabile disastro”.

La sicurezza degli oggetti IoT, inizialmente ignorata, sta diventando una questione preoccupante per la quale è necessario agire immediatamente. Recentemente, infatti, i ricercatori hanno scoperto vulnerabilità critiche in una vasta gamma di baby monitor collegati in rete, che sarebbero potute essere sfruttate dagli hacker per effettuare una serie di attività pericolose come il monitoraggio dei live feed, la modifica delle impostazioni della camera autorizzando, ad esempio, altri utenti a guardare e controllare da remoto il baby monitor.

E’ stato dimostrato, inoltre, che un hacker può facilmente compromettere anche un’automobile connessa ad Internet. Esso può essere in grado di prendere il controllo del sistema d’intrattenimento, sbloccare le porte o addirittura spegnere la vettura mentre è in movimento.

L’internet delle cose può diventare anche una fonte di minaccia per la privacy degli utenti se, ad esempio, un hacker è in grado di utilizzare i sensori di movimento integrati negli smartwatch per sottrarre informazioni personali, oppure raccogliere dati sanitari personali da applicazioni installate.

Diverse misure di sicurezza e prevenzione sono state introdotte a livello dei device IoT e molti sforzi vengono fatti dalle aziende per evitare che possano accadere incidenti gravi. Oggi, infatti, i fornitori di sicurezza e produttori di questi oggetti stanno collaborando attivamente per evitare che questo mondo vada fuori controllo.

Turchetto conclude: “Mentre lo sforzo per mettere in sicurezza questi device è consistente, molto c’è ancora da fare per sfruttare al meglio l’IoT all’interno di un ambiente, di un’infrastruttura affidabile e sicura. I gateway che connettono i device alle reti dei fornitori di servizio e dei produttori devono essere messi in totale sicuezza. Anche i repository dove vengono memorizzati tutti i dati generati dai sistemi IoT possono diventare obiettivi invitanti per hacker aziendali interessati a sottrarre dati da rivendere per ottenere profitti, come già accaduto nei molti casi di violazioni e furti di dati che abbiamo osservato negli ultimi anni”.

SGBox, grazie alla sua architettura modulare e scalabile, è in grado grazie al modulo SG-Audit, di rilevare la presenza di vulnerabilità sulla propria rete. Il motore di scansione, veloce e accurato, fornisce una serie di informazioni molto importanti che potranno essere sfruttate da varie figure aziendali, dal management all’auditor. Sfruttando la grande flessibilità offerta da questo strumento, sarà possibile monitorare il livello delle vulnerabilità dei propri asset e, grazie ad un semplice sistema di allarmistica, intervenire tempestivamente nel caso si presentino delle criticità.

È necessario prevedere un sforzo per incrementare la protezione degli oggetti IoT, per garantire la privacy dei consumatori e la funzionalità e l’efficienza di aziende e società.

Consoft Sistemi continua a puntare forte sull’IoT tramite nuovi investimenti della propria Business Unit di R&D, progetti di ricerca regionali e internazionali e anche un hackathon per promuovere le idee più innovative
Consoft Sistemi (www.consoft.it), già da anni presente sul mercato dell’Internet of Things (IoT) tramite la commercializzazione del prodotto ADAMO focalizzato alla teleassistenza e al telemonitoraggio dei soggetti fragili, ha ulteriormente incrementato in quest’area gli investimenti della propria Business Unit di R&D, sia con la partecipazione a nuovi progetti di ricerca regionali ed internazionali, sia con la pianificazione di un hackathon che sarà focalizzato a promuovere le idee più innovative dell’applicazione dell’IoT nel settore del Food.

Nell’ambito della ricerca regionale piemontese Consoft Sistemi, insieme ad altri partner dello stesso territorio, ha presentato il progetto, che ha ricevuto la migliore valutazione finale, per creare soluzioni e servizi innovativi per la sicurezza sul lavoro, affrontando queste tematiche con un approccio socio-tecnico, cioè allo stesso tempo sia da una prospettiva tecnologica che da una organizzativa e normativa del lavoratore.

“L’obiettivo del progetto – ha illustrato Serena Ambrosini, Responsabile della Business Unit R&D di Consoft Sistemi – è stato ricercare e sviluppare a livello dimostrativo un’innovativa soluzione integrata e finalizzata a individuare, monitorare, valutare, mitigare e gestire i rischi sul lavoro, a partire da dati inviati via internet da molteplici ambiti”.

Serena_Ambrosini

Serena Ambrosini, su quanto sopra accennato, ci ha riportato l’esempio di dati inviati attraverso internet dai sensori innovativi indossabili per la rilevazione di dati biometrici (a partire da cadute e perdite di conoscenza) per i lavoratori isolati all’aperto o soli in laboratori (e l’incrocio dei dati ambientali e biometrici o da sensori per elementi chimici per la rilevazione di sostanze presenti e per la qualità dell’aria). Oppure ancora dati inviati via internet da App per smartphone che rilevano RFID e QR Code, da mappe interattive online su App per smartphone o desktop, o ancora tramite l’utilizzo di sistemi informatici di risk management. Infine, dati inviati via internet da applicazioni per le analisi statistiche e la gestione di situazioni critiche ricorrenti nelle normali attività di lavoro, per l’identificazione di rischi multifattoriali a partire anche dall’esperienza dei lavoratori.

“I dati raccolti – ha proseguito Serena Ambrosini – potranno essere utilizzati per molteplici scenari. Si pensi alla gestione delle emergenze in ambito sicurezza lavoro, o ad analisi statistiche su numerosità e tipologia di emergenze, condizioni ambientali standard, collegamenti tra condizioni ambientali indoor e outdoor, collegamenti tra dati ambientali e biometrici, percezione verso realtà/sicurezza, ecc. Oppure, i dati raccolti potranno essere impiegati nella valutazione dei rischi, nel monitoraggio e nella loro mitigazione tramite sistema informativo avanzato di gestione rischi. O ancora, si pensi alla valutazione sullo stato di macchinari in ambito manutenzione preventiva, o anche sulla formazione dei lavoratori”.

Ma l’impegno di Consoft Sistemi nell’ambito “Internet delle Cose” va ora anche oltre. Infatti è prevista a breve la pianificazione di un hackathon che sarà focalizzato nel promuovere le idee più innovative dell’applicazione dell’IoT nel settore Food.

“Questa attività in ambito Food – ha spiegato – Serena Ambrosini – deriva dalla volontà di aprire una nuova area di investimenti, per differenziarsi da quella ormai più stabilizzata in ambito teleassistenza e telemonitoraggio e da affiancare a quella in ambito Sicurezza sul Lavoro. Oggi più che mai – ha concluso la manager – Consoft Sistemi punta sui giovani e sull’organizzazione di un hackathon, un evento al quale partecipano, a vario titolo, esperti di diversi settori dell’informatica su tematiche innovative. Questo approccio rappresenta per noi uno dei percorsi migliori per venire a contatto con i giovani e coltivare con loro soluzioni innovative di business per il mercato”.